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(Cesare Catania – Dipinto di arte contemporanea)

Il corpo non mente mai. Il suo tono, il colore, le sue posizioni, le proporzioni, i movimenti, le tensioni e la vitalità rivelano la persona che vi sta dentro. Questi segni sono un linguaggio chiaro per quelli che hanno imparato a leggerli. Il corpo rivela cose che riguardano la sua storia emozionale e i sentimenti più profondi, il suo carattere e la personalità. L’incauto barcollare di un ubriaco e l’agile, aggraziato incedere di un ballerino testimoniano tanto il loro movimento attraverso la vita quanto la loro progressione attraverso lo spazio. È spesso facile riconoscere una persona dal suo modo di camminare, anche ad una certa distanza. Nel fare ciò noi ci serviamo degli stessi indizi che ci parlano del suo modo di vivere. Una testa reclinata, spalle curve, un torace incavato e una andatura lenta, appesantita riflettono sentimenti di debolezza e frustrazione, mentre un portamento eretto del capo, spalle diritte e rilassate, un torace che respira a fondo e agevolmente, e un portamento agile suggeriscono energia e fiduciosa speranza. Tali strutture fisiche diventano fisse col tempo, interessando lo sviluppo e la struttura del corpo, e caratterizzando non solo il momento, ma la persona. Piuttosto che semplicemente ad una attuale delusione, l’atteggiamento distrutto di disperazione potrebbe essere attribuito ad una intera vita di ininterrotta frustrazione e amaro fallimento. Le strutture muscolari fissate nel corpo sono fondamentali per il modo di essere di una persona nel mondo. Si formano in risposta alla famiglia e alla condizione ambientale iniziale. Un bambino può essere trattato in molti diversi modi dai genitori. Se l’atteggiamento generale verso di lui o di lei è tale da produrre sentimenti dolorosi, come abbandono: «va via! non ti vogliamo!», o denigrazione: «non fai mai niente di giusto», allora il bambino sviluppa una risposta e uno stato d’animo caratteristici. Potrebbe essere uno stato di amarezza e corrispondere ad una risposta del tipo: «io non ho bisogno di nessuno» oppure «gli farò vedere io». Qualunque sia il sentimento, esso è anche espresso fisicamente, e diventa un portamento, una struttura muscolare fissa ed un atteggiamento altrettanto fisso verso la vita. Queste caratteristiche è probabile che persistano se non si fa nulla per cambiarle. Questi atteggiamenti e strutture muscolari fisse si riflettono, si intensificano e si sostengono le une con le altre. È come se il corpo vedesse ciò che la mente pensa e il cuore sente, e vi si adattasse. Questo dà luogo ad un caratteristico modo di portarsi, come l’orgoglio può gonfiare il petto o la paura contrarre le spalle. La struttura muscolare, a sua volta, si riflette sul portamento, come accade per esempio nel curvarsi in avanti, che rende più difficoltosa ogni azione e fa così sembrare gravosa la vita stessa. I sentimenti della madre per il figlio, e le sue risposte alle sue necessità fisiche ed emozionali, sono i fattori determinanti più importanti che producono strutture fisse. Una madre che risponde a queste esigenze con amore e comprensione aiuta il bambino a trovare sicurezza, soddisfazione e piacere. Questi buoni sentimenti favoriscono una crescita sana, libera e sono una forma di nutrimento importante quanto il cibo. La mancanza di questo nutrimento è dannosa: più che ogni altra cosa è questo danno che il corpo rivela. Idealmente il corpo è in grado di permettere il libero fluire di ogni sentimento: è efficiente ed aggraziato nei suoi movimenti, consapevole e ricettivo alle reali necessità. Un tale corpo ha occhi luminosi, respira liberamente, ha la pelle morbida ed ha un tono muscolare elastico. È ben proporzionato e i vari segmenti sono coordinati fra loro: il collo è flessibile e la testa si muove con naturalezza, il bacino oscilla liberamente. L’intero corpo è allineato in modo efficiente rispetto alla gravità; cioè, in una posizione eretta, non c’è lotta con la spinta verso il basso della gravità. Piacere e benessere sono i sentimenti che caratterizzano questo corpo ideale. Una persona con un corpo siffatto è emozionalmente disponibile e i suoi sentimenti sono spontanei. Le varie strutture muscolari fisse sono deviazioni da questo ideale, limitando gravemente le possibilità di scelta. Una struttura basata sulla disperazione distrugge l’ambizione; una struttura basata sulla paura indebolisce la fiducia e guasta le possibilità di un rapporto stretto e caldo. Ogni struttura muscolare è associata ad un particolare sentimento che ne è alla base, così il numero delle strutture di base è, fino ad un certo punto, limitato; non c’è tuttavia limite alle sfumature e sottigliezze delle loro combinazioni. Questi sentimenti che stanno alla base e il loro interagire con le forze della crescita, producono l’infinita varietà delle personalità. Può essere più esatto parlare di tendenze e proporzioni che cercare di etichettare la gente con un particolare tipo o un altro. Eppure il corpo di ogni individuo parla effettivamente in modo più o meno chiaro delle strutture che lo dominano. Per vedere queste strutture e leggere il messaggio che esse contengono, c’è bisogno di una decisa volontà di essere interessati a qualunque cosa vi si possa trovare. Non si tratta soltanto di guardare con gli occhi, ma è pure un sentire col cuore, in una sottile percezione di energie e vibrazioni non facilmente spiegabile. Nella misura in cui noi siamo aperti, non abbiamo paura, e lasciamo consapevolmente che un altro individuo agisca su di noi, a quel punto noi vediamo le sue strutture, percepiamo le sue energie, sentiamo il suo dolore e lo conosciamo. Così: ciò che il corpo rivela sta tanto dentro di noi quanto dentro alla persona che cerchiamo di conoscere. In tutto questo c’è una certa unità, che deriva dal fatto che ogni cosa che riguarda una persona ha origine dall’essenza del suo essere. I1 corpo di una persona, il suo comportamento, la sua personalità, il modo in cui si muove, ciò di cui parla, i suoi atteggiamenti, sogni, percezioni, il suo portamento, sono tutte parti di un tutto unitario. Tutte sono espressioni del suo animo. Sono collegate; non puoi cambiarne una senza influenzare le altre. Sebbene a volte può sembrare che siano indipendenti, un tema preciso scorre attraverso tutte. Per fare un esempio estremo, lo schizofrenico è una persona priva di organicità. La sua parlata è frammentaria; i suoi movimenti sono goffi e scoordinati; le sue azioni sono impulsive e molto spesso incomplete; il suo corpo è teso in un punto e flaccido in altri; il suo respiro è complessivamente inefficiente; la sua vita e i suoi sogni sono pieni di immagini confuse. Spesso si sente irreale, come se fosse qualcun altro che guarda le sue azioni, come se non fosse nel proprio corpo; sembra distante, staccato da ciò che lo circonda, e lontano dalle semplici realtà fisiche; il suo è lo sguardo assente di un uomo inquieto, quale in effetti è. È spaccato ad ogni livello. È questo fatto – il fatto che ogni cosa in lui è a pezzi – che costituisce il suo tema unitario. Il suo animo lotta disperatamente contro la disintegrazione così come disperatamente tenta di riunire i pezzi. Il suo terrore di essere fatto a pezzi da forze troppo grandi perché lui le possa arrestare, distrugge la possibilità di sforzi tranquilli e coordinati. Si trova a navigare in mezzo ad un uragano. Esprime questa lotta terrificante in ogni aspetto del suo essere. Anche lo schizofrenico rivela la sua unità, così come la riveliamo noi tutti. Per quelli che hanno conservato o recuperato la propria integrità l’impulso e l’espressione fluiscono con facilità, senza lo sforzo e la lotta che caratterizzano l’ansioso. Questo flusso e questa integrità vengono infranti, per esempio in quelli che provano rabbia ma non la mostrano mai, o in quelli che non sono capaci di sentire attrazione sessuale e amore per la stessa persona. In queste persone il flusso di energia nel corpo è interrotto (rotture delle curve normalmente liscie dei loro corpi ne sono una indicazione). Noi riteniamo che tale spaccatura comincia presto nella vita. Ecco un esempio, citato dal nostro amico Sam Pasiencier: «Mi trovavo su un aereo. C’era una giovane coppia con un bambino seduta di fronte a me. Il bambino aveva quegli incredibili occhi infantili spalancati, e continuava a guardare. Ogni volta che il bambino si allungava verso un oggetto o un altro, la madre gli prendeva il braccio e lo rimetteva a posto. Così, subito, ella spezzava l’unità del bambino». Se la madre continua a fare così, possono succedere diverse cose. Il bambino potrebbe arrendersi, sconfitto. In seguito, una volta adulto, le sue braccia penderanno inanimate da spalle curve e strette; non tenderà verso la vita, aspettando che le cose arrivino a lui. O può darsi che il bambino lotti ed impari ad ottenere quello che vuole con la forza: la sua mascella allora sporgerà in fuori e il suo corpo diventerà muscoloso ed energico. Le cose che gli verranno date con gentilezza gli sfuggiranno. In entrambi i casi il facile flusso della curiosità e della azione sarà stato distrutto. La spontaneità, che ha bisogno della base più ampia di aperte possibilità, è andata perduta. Sentimenti di sconfitte o conquiste sono arrivati a dominare. Tutto il proprio stile di vita si sviluppa da tali azioni reciproche fra madre e figlio. E, in ogni caso, il corpo è un chiaro riflesso di un tale sviluppo. Quando l’innata interezza del corpo è spezzata, ci è impedita la consapevolezza degli impulsi che nascono nelle nostre pance, genitali, braccia, gambe e altre parti del corpo. Noi evitiamo sentimenti associati con quelle parti: la rabbia e il protendersi delle braccia, la sessualità nei genitali, l’amore nel cuore, e le sensazioni piene o vuote nella pancia. Noi li blocchiamo creando tensione in quelle zone, usando i nostri muscoli per costruire dighe contro il flusso dei sentimenti. Nel fare questo noi riduciamo tutta la sensibilità, senza guida interiore, fuori dal contatto con l’intimo; la vita diventa vuota di significato e piena di confusione. Le paure ci derubano di questa connessione con il nostro io più profondo; paure importanti, fondamentali, come la morte, il dolore e la solitudine. La tragica ironia è che sfuggendo ad esse, diamo loro maggior energia. Sfuggendo alla morte ci annulliamo. Chiudiamo le nostre menti alla paura e con essa a tutti i nostri sentimenti. Creiamo uno pseudo-io con pseudo-sentimenti. Per evitare di essere esclusi diventiamo qualcosa che non siamo e così ci escludiamo. Noi evitiamo sempre ciò che è irrazionale, inspiegabile, o non giustificabile, e così perdiamo i contatti con quelle cose che sono semplicemente il vero fondamento del nostro essere. Il neonato nasce come un essere in potenza intero e integro. Dati l’amore, la comprensione, e l’appoggio necessari per soddisfare le richieste della crescita, la pienezza di vita è una possibilità per ogni bambino normale e sano. Ma è una possibilità fragile. Il bambino è facilmente sopraffatto. Un trattamento insensibile o brutale – minacce, punizioni e richieste che negano i suoi bisogni, impulsi, e percezione della verità – distrugge rapidamente la sua naturale spontaneità. Per soddisfare queste forze, il bambino crea tensioni per bloccare la sua paura e dolore e per annullare gli impulsi che conducono a questi sentimenti. Sotto l’effetto della tensione, la sensibilità è diminuita. Quando i bisogni non sono soddisfatti il bambino compensa e ricerca vie indirette per ottenere soddisfazione. Il suo progresso verso la maturità diventa una trapunta a mosaico di ruoli e giochi. In una persona sana, aperta, il sentimento sfocia facilmente in espressione. Un forte sentimento di tristezza diventa automaticamente una mascella tremolante, lacrime e singhiozzi. In una persona con blocchi emozionali la tensione muscolare cronica impedisce questo fluire. Per esempio, bloccando l’espressione di tristezza, noi tendiamo la mascella, il petto, lo stomaco, il diaframma; e alcuni muscoli della gola e della faccia – tutte zone che si muovono spontaneamente quando si permette al sentimento la sua espressione naturale. Se la tristezza è profonda e di lunga data, e il blocco continua, la tensione diventerà abitudine e la capacità d’espressione congelata. Con l’accrescersi dell’abitudine, si attenua la consapevolezza. Il sentimento stesso può sfuggire alla consapevolezza, e le situazioni che lo fecero insorgere possono essere evitate inconsciamente. È questa abitudine e la mancanza di consapevolezza che noi definiamo un blocco. Un individuo può avere diversi blocchi di diversa gravità. Questi blocchi più di qualsiasi altra cosa gli danno la sua particolare personalità o il suo particolare carattere, e ci dicono chi è quella persona e perché è diventata così. La struttura delle tensioni muscolari nei blocchi influisce sui movimenti, sul portamento, sulla crescita e pertanto sulla struttura, portando cambiamenti nel tono della pelle e nella temperatura. I blocchi impediscono il normale flusso di energia nel corpo; essi impediscono non solo l’energia chimica o meccanica, ma quella speciale forza vitale che dà significato alle altre. Credenze, percezioni e bisogni sono i vari stimolatori dell’azione umana. Questo tipo di energia, questo flusso costante di sentimento e intenzione, è interrotto dai blocchi. È provato che questa energia fluisce nel corpo, ed è trattata direttamente nelle terapie orientate verso il corpo. Il terapeuta presume la sua esistenza, la cerca e ne parla. Se una persona sa una lunga storia di energie che è stata rimossa da una parte del suo corpo, quella parte crescerà meno, al punto che può sentir freddo al tatto e probabilmente avere meno colore. Questa energia si può muovere molto rapidamente, accendendo per esempio come per una scintilla gli occhi o dando improvviso colorito alla faccia; può anche muoversi verso 1’interno lasciando l’esterno freddo come accade in uno shock o quando si è privati della droga. L’energia biologica può fluire attraverso il corpo liberamente o può essere bloccata nel corpo e non essere sentita per nulla. Oppure può essere bloccata in certe parti e fluire in altre. Per esempio con un eccessivo fluire di energia nella testa, si avranno molti pensieri; o, se è realmente in eccesso, si possono produrre gradi di eccitazione mentale fino alla psicosi. Il processo per sciogliere i blocchi richiede un lavoro continuo, arduo, talvolta doloroso. La natura insidiosa, intricata, di atteggiamenti paurosi, di tensioni muscolari abituali, di sentimenti bloccati e di limitata consapevolezza rende ogni cambiamento difficile e delicato. Una volta che il processo di cambiamento è cominciato, tuttavia, lo slancio nella direzione di crescita può aumentare fino al punto in cui gli sforzi che una volta sembravano impossibili diventano automatici e le azioni una volta intraprese con paura sono affrontate con facilità. Per la maggior parte delle persone normali; che vivono dei problemi, esiste una via d’uscita se solo la si vuole imboccare. Coraggio, fiducia, duro lavoro, saggia decisione e verità sono essenziali. Il lavoro fatto deve rendere attivi i cambiamenti a livello fisico, emozionale e mentale dal momento , che ogni livello influisce sugli altri. Noi ci sentiamo meglio quando siamo fisicamente sani, proprio come abbiamo maggiori probabilità di rimanere sani fisicamente se siamo emozionalmente soddisfatti. Il lavoro fisico nello sciogliere i blocchi può coinvolgere esercizi sistematici come lo yoga o la bioenergetica, una dieta appropriata, un intervento attivo come il rolfing, il massaggio, la chiropratica, degli esercizi per aumentare la consapevolezza e cambiare i vizi di posizione e di movimento come la modellatura di Judith Aston, il lavoro di Feldenkrais, o la tecnica di Alexander. Questo lavoro è fondamentale; esso costruisce la capacità di governare cambiamenti emozionali profondi e liberare l’energia necessaria per portarli a compimento. Il cambiamento profondo è molto più che trovare una parte più comoda o sostenere un ruolo migliore. È una mera espansione dell’Io, una rimozione di limiti autoimposti – restrizioni fondate su paure irrazionali e debolezze della fanciullezza. Queste paure devono essere affrontate e sperimentate di nuovo. Gli atteggiamenti a cui danno vita devono essere portati alla consapevolezza, poi esaminati, e l’intero processo illuminato da una continua scoperta di se. Una nuova base deve essere 11 costruita sulla vitalità fisica, atteggiamenti realistici, soddisfazione emozionale e l’accettazione della vita. Rincorrendo la crescita, andando seropre più a fondo nei nostri sentimenti, nel ricercare dentro noi stessi l’origine e il significato della nostra vita, possiamo solo arrivare a trovare una riserva spirituale senza fine, ineffabile, misteriosa; e tuttavia il fondamento più sicuro e più vero della nostra esistenza. È saggio ricordare che le caratteristiche di una persona comprendono sempre dolore e paura. Essi sono sentimenti profondi e sono le personificazioni di una lunga sofferenza. È necessaria l’abilità ed è essenziale la comprensione se si ha intenzione di affrontarli e cercare di dissolverli. Dal momento che si sono formati in un lungo periodo di tempo, non cedono facilmente. La violenza non funziona, ma in molti casi basteranno la tenerezza, il rispetto, l’amorosa comprensione e l’impegno ad essere onesti. Per liberarsi sono necessari forza e coraggio, perché, in ultima analisi, queste caratteristiche sono legami che imprigionano lo spirito dell’uomo, che ci legano alla preoccupazione per noi stessi e ci isolano dolorosamente gli uni dagli altri. È dapprima scoprendoli, poi comprendendoli che possiamo cominciare nel modo migliore a liberarci dalla loro stretta.

(Da Hector Prestera)

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